Storia

Daniel Bertoni alla Fiorentina

STORIA DELLA SERIE A 1980-1981 riaprono le frontiere: ecco chi furono i primi 11 stranieri dopo anni di autarchia

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La sconfitta con la Corea del Nord nel 1966 aveva determinato un trauma nel calcio italiano. Fu vissuta come una vergogna nazionale e portò a provvedimenti importanti, fra questi la chiusura delle frontiere. Per favorire la nascita di nuovi talenti infatti venne stabilito che in Italia potevano giocare solo italiani. Fu fatta eccezione per gli stranieri già presenti che potevano restare, ma nessuno poteva più arrivare. La cosa andò avanti fino al 1980 quando si decise di riaprire agli stranieri ma mettendo il limite di uno solo per squadra. Fu una nuova rivoluzione: oggi come sapete gli italiani sono perfino in minoranza nelle varie squadre ma all'epoca fece scalpore questa scelta. I primi stranieri ad arrivare in Italia furono in tutto 11 su 16 squadre di serie A. Ben cinque squadre infatti decisero di non acquistare stranieri: Ascoli, Como, Brescia, Cagliari, Catanzaro. Le altre 11 squadre acquistarono uno straniero ciascuna come da regolamento. Ecco gli 11 prescelti:

AVELLINO Juary (Brasile)
BOLOGNA Eneas (Brasile)
FIORENTINA Bertoni (Argentina)
INTER Prohaska (Austria)
JUVENTUS Brady (Irlanda)
NAPOLI Krol (Olanda)
PERUGIA Fortunato (Argentina)
PISTOIESE Luis Silvio (Brasile)
ROMA Falcao (Brasile)
TORINO Van de Korput (Olanda)
UDINESE Neumann (Germania Ovest)

Come vedete parte del leone per i brasiliani, ben quattro, con due argentini di scorta (sei sudamericani in tutto). Su cinque europei due olandesi, un tedesco, un austriaco e un irlandese. Il costo totale fu di 15 miliardi (più costoso Bertoni, 2 miliardi 800 milioni). Fra gli 11 il panorama era assai variopinto.

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VAN DE KORPUT IN COPERTINA SUL GUERIN SPORTIVO

Van De Korput era nazionale olandese e aveva il suocero di Cruijff come procuratore. Arrivò come libero ma non convinse, spostato terzino e mediano riuscì a resistere tre anni al Toro ma senza mai convincere davvero.

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ENEAS IN MAGLIA BOLOGNA

Eneas al Bologna iniziò bene ma poi naufragò fra freddo, nostalgia del Brasile e problemi fisici: segnò comunque tre gol, non troppi per un attaccante. Aveva colpito l'immaginario per gli abiti eleganti e eccentrici che indossava, morì giovanissimo in un incidente d'auto. Falcao non ha bisogno di presentazioni: leader del Brasile battuto dagli azzurri nel 1982, sarà protagonista assoluto nella Roma del secondo scudetto. Krol era un grande campione dell'Olanda della mitologia, a Napoli arriva da vecchio ma riesce comunque a farsi valere suscitando grande entusiasmo. Neumann giocherà con Udinese e Bologna: attaccante, segnerà pochissimo anche perché non capito dai mister. Fortunato che in Argentina duellava per la classifica cannonieri con Maradona fu sposato esterno e soffrì sul piano tattico senza riuscire ad adattarsi, non andò bene ma tutto sommato non solo per colpa sua. Luis Silvio è un pezzo di mitologia: preso dalla Pistoiese convinta che fosse una punta mentre si trattava di un'ala, apparve spaesato da subito e nella mitologia è diventato un gelataio. Juary segnerà alcuni gol restando in Italia per anni e segnalandosi per le sue eccentriche esultanze girando intorno alla bandierina. Ad Avellino fece discretamente e i tifosi lo ricordano con affetto ma sarà al Porto la sua apoteosi col gol decisivo in finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern nel 1987. Brady ottimo regista già dell'Arsenal farà bene alla Juventus vincendo scudetti e segnando il rigore decisivo per il tricolore del 1982 all'ultima giornata poi sarà sacrificato per fare spazio a Platini.

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LIAM BRADY ALLA JUVENTUS

Prohaska regista dell'Austria era forte ma lento e all'Inter non convinse fino in fondo ma a Roma sarà campione d'Italia in giallorosso. Daniel Bertoni già campione del mondo con l'Argentina farà bene con la Fiorentina e anche col Napoli

Facendo le somme diciamo che su 11 ne possiamo promuovere più o meno 6: una possibilità su due di pescare qualcosa di positivo, più o meno

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