Storia

Arconada orgoglio di una città, eroe spagnolo di Euro '84 ma quella sera in finale....

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“No pasa nada tenemos a Arconada”

I baschi sono un popolo passionale, orgoglioso, ruvido. Non è facile conquistare la loro stima, è gente di montagna. Se li conquisti però poi ti amano con tutto il cuore

Luis Miguel Arconada non raggiungeva i 180 cm di altezza. Troppo poco per fare il portiere. Se sei basco e di San Sebastian però sei duro, hai carattere, le difficoltà non ti spaventano. Se poi la natura ti ha donato riflessi e agilità felini l’altezza diventa un dettaglio

Luis diventa il portiere della Real Sociedad, la squadra della sua città. Ha un patrimonio di tifo immenso ma non ha mai vinto nulla. I tifosi hanno bisogno di idoli e si innamorano subito di questo portiere che ha grandi doti e grande carattere al punto di fare il capitano (un portiere, di solito lo fa un giocatore di movimento). Si fa sentire quando i compagni sbagliano, li incoraggia quando sono demoralizzati, li “bastona” quando sgarrano

In porta non fa passare nulla. Pulpo lo chiamano.

“No pasa nada tenemos Arconada” diventa presto l’urlo di battaglia di una città intera. I baschi, lo sappiamo, nel calcio vedono molto più di uno sport: è cultura, identità. Le offerte fioccano ma Luis è il leader e non può lasciare il suo popolo. Resta alla Real Sociedad, per sempre. Come Totti a Roma

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Non solo. A gente che non ha mai vinto nulla, che si identifica nella squadra ma si deve accontentare della vittoria di giornata, regala il gusto di sentirsi i più forti. Distrugge il record di imbattibilità della Liga e vince da leader due scudetti di fila

Più che un leader, più che una bandiera: è il cuore pulsante di un popolo

Luis ovviamente diventa anche il portiere della Spagna, per anni. La Spagna, come la Real Sociedad, ha fame di vittorie dopo decenni di sconfitte. Nel 1982 ospita i mondiali in casa e va ancora male

1984. Europei di Francia. Luis Miguel vuole dimostrare, vuole fare felice tutta la Spagna. Le partite si succedono e le avversarie si infrangono. Tedeschi e danesi scoprono cosa vuole dire “no pasa nada tenemos Arconada”

E’ finale. Durissima: contro la Francia padrona di casa contro un Platini talmente in forma da viaggiare a una media di due gol a partita (due, avete letto bene)

Arconada però non ha paura. Per 57’ ferma tutti gli avversari, tranquillo. Ed ecco il minuto fatale. Punizione, per Michel praticamente un rigore. Luis non ha mai paura, nemmeno stavolta. Infatti la prende. La sorte però ha deciso di graffiarlo: anche i duri, anche i leader, anche i campioni sbagliano. E Luis sbaglia. La palla gli scappa

Guardate questa foto: sono increduli sia i francesi che gli spagnoli. Nessuno si aspettava che lui, il grande Luis, potesse sbagliare. Invece è successo

Finirà 2-0 ma la partita si è decisa lì. Luis ha fatto miracoli, ha trascinato la squadra in finale

Il portiere però ha un ruolo bastardo. Puoi parare tutto ma se sbagli nel momento sbagliato tutti ricordano solo quello. Ed è così. Non a San Sebastian però: per il suo popolo, Luis è e sarà sempre invincibile.

“No pasa nada tenemos Arconada”

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